Addio moka, gli italiani adesso preferiscono il caffè in cialde (più gusto e praticità)

caffè moka espresso

È finita l’epoca della moka. Il caffè preferito dagli italiani, oggi, è in cialde. Recenti ricerche hanno dimostrato che, fino al 2014, il 53,3% degli italiani preferiva la moka ma che adesso, il dato è sceso al 37,2%. E la macchina a cialde, che nel 2014 era preferita dal 28,8%, è salita al 39,5%. Dunque, ha ben due punti percentuali in più rispetto alla moka. Il mercato di cialde e capsule è in netta crescita.

Insomma, il monoporzionato piace. Sempre di più. È questione di praticità, affidabilità, sostenibilità e, ovviamente, gusto. Attraverso parametri sempre uguali come pressione e temperatura dell’acqua d’utilizzo delle macchine, macinatura, quantità e pressatura del caffè, cialde e capsule assicurano un risultato ottimale, a prescindere dal “talento” di chi prepara. Bastano pochi gesti per fare un ottimo caffè, senza possibilità di errori.

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La differenza tra capsule originali e compatibili

Attenzione, cialde e capsule non sono sinonimi. Per le capsule, c’è una differenza significativa tra originali e compatibili. Quando le capsule sono state lanciate sul mercato, i principali brand produttori di macchinette per il caffè hanno creato “sistemi chiusi”, per cui ad ogni macchinetta, di fatto, corrispondeva un tipo di capsula. L’aumento della domanda ha portato poi alla creazione di capsule compatibili, più economiche, prodotte da brand diversi ma utilizzabili comunque nelle macchinette.

Il problema non c’è per le cialde. Le cialde E.S.E., impiegate dalla quasi totalità dei consumatori, ormai sono uno standard: hanno tutte la stessa dimensione e sono compatibili con molte macchine da caffè in commercio. Così compongono un sistema “aperto”. Oggi, le cialde, con i loro 58 milioni di euro, rappresentano il 5% circa del mercato totale del caffè. E nel 2020, hanno sfiorato il 20% di crescita contro il +2,8% con cui avevano chiuso il 2019.

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I vantaggi della cialda

Una cialda è costituita da 7 grammi di caffè macinato e pressato ed è disponibile in tre dimensioni – il numero indica il diametro – ossia 38, 44 che è la dimensione più diffusa, e 55 mm. Il sistema garantisce una serie di vantaggi: si è liberi di scegliere la cialda e la macchinetta che si desiderano, spaziando tra più marchi. Inoltre, le modalità semplici di utilizzo assicurano a tutti, appunto, la possibilità di preparare un buon caffè. Senza dimenticare la riduzione degli sprechi. Versatili e funzionali, sono pure ecosostenibili, visto che sono composte da materiali biodegradabili e riciclabili. User-friendly, la cialda è eco-friendly grazie al filtro in carta che la rende totalmente biodegradabile, facilmente smaltibile e riciclabile nell’umido.

Le cialde compostabili – esistono compostabili al 100% – grazie alle caratteristiche naturali della carta e dei fondi di caffè esausti, infatti, finiscono direttamente e interamente nell’umido e vengono utilizzate per la produzione di compost di qualità, da usare come fertilizzante naturale – un vero «energizzante» per i fiori – e di biogas. Il compostaggio è un’alternativa concreta ed “eco” allo smaltimento dei residui in discariche o inceneritori, molto costosi e inquinanti. E può essere utile pure per il verde. I fondi di caffè, infatti, tengono lontani dalle piante lumache e insetti nocivi come gli afidi. Dunque, le cialde smaltite non solo non inquinano ma possono dare «nuova linfa vitale» alla terra. Peraltro, l’assenza di plastica e metallo permette di contenere i costi, facendo delle cialde il metodo più economico per ottenere un buon caffè.

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L’utilizzo alternativo dei fondi di caffè

Dal verde allo specchio. I fondi di caffè, ricchi di antiossidanti e sali minerali, possono essere utilizzati in svariati modi, anche nel settore beauty: trattamenti anticellulite, rimozione dei cattivi odori dalle mani, riflessante per capelli, scrub per il corpo,  maschera per il viso, sapone anti-odori e via dicendo. Aiutano il “look” – sono validi per tingere tessuti – e la casa, utilizzati per deodoranti per il frigorifero o per tenere lontane le formiche.

La dimensione “sostenibile” non è da sottovalutare. In futuro potrebbe determinare le preferenze d’acquisto. Da una recente indagine AstraRicerche è emerso che il caffè che garantisce il rispetto dei lavoratori in tutte le fasi incontra il 69,5% delle preferenze di acquisto. I più sensibili sono i consumatori nella fascia tra 18 e 24 anni. Al secondo posto nelle preferenze, con il 62,1%, stando alla medesima ricerca, c’è  “un caffè proveniente da aziende impegnate nella lotta alla deforestazione”. In questo caso, l’età dei consumatori cresce.

Il caffè più apprezzato

E il gusto? Naturalmente, si impone e guida le scelte. Il caffè più amato dagli italiani è cremoso, denso, corposo. «Come quello del bar» è la definizione che usano gli appassionati. E, a sorpresa, il filtro carta delle cialde oltre a fare bene all’ambiente, fa bene anche alla “tazzina”. Il caffè, infatti,  durante l’estrazione non entra in contatto con materiali resistenti come plastica o alluminio, ma solo con il filtro carta, involucro della cialda stessa, assicurando così un risultato più omogeneo. E anche il processo di estrazione del caffè, usato per le cialde, è quello che più si avvicina al metodo dell’espresso tradizionale, ossia a quello del bar.

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