Il Chianti Classico, dal paesaggio al vino, verso il Patrimonio mondiale dell'Unesco

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Il Chianti Classico procede spedito verso il Patrimonio mondiale dell’Unesco. Nuovi passi in avanti sono stati fatti per l’ingresso del celebre paesaggio naturale della Toscana nella World Heritage List. Le amministrazioni comunali del Chianti fiorentino e senese che lavorano unite per promuovere e valorizzare la compattezza del territorio e il suo motore economico, sorretto da agricoltura, turismo, manifattura, paesaggio e cultura, hanno avviato un percorso che mira a candidare il Chianti a Patrimonio Unesco.

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«Stiamo lavorando insieme alla Fondazione Chianti Classico alla predisposizione del dossier – spiega Paolo Sottani – da presentare per l’ingresso nella temptative list, grazie a un gruppo di esperti che sta studiando e analizzando il territorio del Chianti classico nelle sue caratteristiche peculiari. È un lavoro certosino che abbraccia architettura, agricoltura, geomorfologia».

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Sono 55 i siti italiani inseriti nella lista dell’Unesco. Quella di Sito Patrimonio dell’umanità è la denominazione ufficiale di queste aree secondo la Convenzione adottata il 16 novembre 1972, il cui scopo è quello di identificare aree e luoghi che rappresentano delle peculiarità di particolare importanza da un punto di vista culturale, artistico, archeologico, ambientale o paesaggistico.

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