La scelta intelligente di mangiare pesce: gli Omega-3 fanno bene a cuore e cervello

Che sia un ghiotto filetto di tonno in crosta di patate, un dietetico salmone al vapore o una teglia di sarde al forno, poco importa. Purché si consumi pesce, possibilmente ricco di grassi Omega-3, almeno due volte a settimana. E ancora meglio se qualcuna in più.

Oltre ad essere un piacere per il palato infatti, la dieta ricca di pesce è un importante scudo di protezione per le malattie cerebro-vascolari. Soprattutto in tarda età. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università di Bordeaux (Francia), pubblicata sulla rivista Neurology, dell’American Academy of Neurology, che dimostra una chiara associazione tra consumo di pesce e riduzione del rischio di malattie cerebro-vascolari.

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Le malattie che colpiscono i vasi e la circolazione del cervello aumentano di frequenza con il passare dell’età e sono alla base del declino cognitivo e di alcune forme di demenza. Con l’invecchiamento della popolazione, tipico dei Paesi occidentali, queste patologie diventano sempre più frequenti e rappresentano un carico crescente per le famiglie e per la società. E lo studio dei ricercatori francesi suggerisce una soluzione-scudo molto efficace e soprattutto praticabile da chiunque, al costo di due-tre portate di pesce a settimana.

La ricerca è stata condotta su 1.623 persone dai 65 anni in su (l’età media era di 72 anni, il 63% era rappresentato da donne), facenti parte dello studio di coorte Tre Città condotto sui residenti a Digione. I partecipanti non avevano storie di ricoveri per malattie cardiovascolari, né di demenza o di pregresso ictus al momento dell’arruolamento. Tutti sono stati sottoposti a risonanza magnetica cerebrale per ricercare la presenza di tre biomarcatori di malattia vascolare (iperintensità della sostanza bianca, piccoli infarti cerebrali o buchini nel tessuto cerebrale e allargamento degli spazi intorno ai vasi), che a loro volta sono forti predittori di declino cognitivo.

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Dalla combinazione di questi tre elementi veniva calcolata una misura della gravità della malattia cerebro-vascolare. L’8% dei soggetti studiati mostrava infarti silenti, il 6% una grave dilatazione degli spazi intorno ai vasi e il 2% iperintensità della sostanza bianca. A tutti i partecipanti allo studio veniva richiesto anche di compilare un questionario inerente alle loro diete, che comprendeva domande relative alla frequenza del consumo di pesce. A questa domanda, l’11% ha risposto che ne mangiava meno di una porzione a settimana, il 37% una volta, il 47% due volte e il 6% quattro o più volte a settimana.

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La risonanza

Andando a incrociare i dati rilevati alla risonanza magnetica, con le risposte del questionario, i ricercatori francesi hanno scoperto che il 31% di chi mangiava poco pesce presentava alla risonanza i segni di una grave malattia cerebro-vascolare, rispetto al 23% di chi consumava tre portate di pesce a settimana, soprattutto tonno e sardine, e al 18% di chi indulgeva in questa pietanza anche quattro o più volte a settimana.

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Questi vantaggi sulla salute dei vasi del cervello sono risultati evidenti soprattutto nei partecipanti più giovani, mentre erano più sfumati negli over 75. Nella fascia d’età tra i 65 e i 69 anni inoltre, quella che mostrava la più forte associazione tra scarso consumo di pesce e danni cerebrovascolari, ma anche i maggiori benefici derivanti da un consumo generoso, mangiare pesce è risultato associato ad un effetto protettivo sui vasi cerebrali pari a quello della riduzione della pressione arteriosa; e in chi consumava pesce quattro o più volte a settimana, questo beneficio risultava addirittura raddoppiato.

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Gli autori di questa ricerca stanno adesso cercando di capire quali possano essere i meccanismi alla base dell’effetto protettivo di una dieta ricca di pesce sulla salute cerebro-vascolare, oltre alla presenza degli omega-3.

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Il menù

«Siamo molto contenti di questi risultati commenta la dottoressa Cecilia Samieri dell’Università di Bordeaux poiché dimostrano che qualcosa di estremamente semplice da realizzare, come portare in tavola due piatti di pesce a settimana, sia in grado di proteggere il cervello dai danni vascolari. Ma perché tutto ciò sia realmente efficace è necessario cominciare a ad adottare una dieta ricca di pesce il prima possibile».

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