Frittata gira e rigira, il bello delle uova: la ricetta della frittata al petto di pollo e basilico

Uova

«Chi è che non sappia fare le frittate? E chi è nel mondo che in vita sua non abbia fatta una qualche frittata?». Detta così, sembra che nulla sia più facile che sbattere un uovo e friggerlo. Ma Pellegrino Artusi nella sua La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (1891) subito aggiunge: «Pure non sarà del tutto superfluo il dirne due parole. Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete.

Quando è assodata la parte di sotto, si rovescia la padella sopra un piatto sostenuto colla mano e si manda in tavola». E già qui si coglie la differenza del popolarissimo piatto italiano con la più snob omelette francese, gonfia, all’interno soffice – “baveause”, dicono i parigini – perché fatta con le uova quasi montate, con gli ingredienti messi un attimo prima dell’essere piegata a mezzaluna e non, come da noi (e pure nella tortilla spagnola), già nell’impasto. (Il gioiello anche inversione pescatora).

Le distinzioni

Raffinate distinzioni di cui nulla sapeva il più famelico divoratore di frittate italiche, quel Fantozzi rag. Ugo pronto ad abbrutirsi dinanzi alla partita in tv della Nazionale con in mano la birra ghiacciata. La frittata del vituperato personaggio di Paolo Villaggio era rigorosamente di cipolle.

Che però è nobilitata se a farla è Bruno Barbieri, l’elegante quanto inflessibile giudice di Masterchef e di altri talent tv. «Tagliate – suggerisce in un suo tutorial – la cipolla a julienne e rosolatela in una padella con olio, qualche pezzetto di lardo, origano, peperoncino, una foglia di alloro, sale e pepe. Aggiungete dell’acqua se necessario. Nel mentre, in una ciotola, rompete le uova e sbattetele assieme a un goccio di crema di latte …». Variante originale alla fine: «Una volta cotta su entrambi i lati aggiungere le fettine di provolone e mettere il coperchio, il tempo che si scioglie».

Oltre che con le cipolle, in Italia si fanno «frittate di ciò che si vuole», come suggeriva già nel 1785 l’essenziale Oniatologia, ovvero discorso de’ cibi con le ricette e regole per bene cucinare all’uso moderno pubblicato a Firenze: con le erbe o gli asparagi, i bianchetti o i bruscandoli, fegatini e fiori di zucca. E ancora: carciofi, tartufi, rane, patate, spinaci e via elencando. A Napoli si esalta la frittata di maccheroni, a Milano col riso avanzato. In Piemonte c’è la “rognosa” col salame sbriciolato e soffritto. Qualunque sia, per la frittata perfetta vanno rispettate poche ma precise regole.

Come fare

Ecco quelle suggerite da La Cucina Italiana:

La ricetta della frittata al petto di pollo e basilico, Laurence e Gilles Laurendon – Ricette & altre storie di polli – Guido Tommasi Editore.

Ingredienti

Preparazione

Step 1

Tagliare il petto di pollo a striscioline sottili.

Step 2

Mescolare in una terrina le uova, il pollo, il basilico e il prezzemolo.

Step 3

Salare e pepare abbondantemente.

Step 4

Scaldare un cucchiaio di olio d’oliva in una padella antiaderente e versare il composto.

Step 5

Cuocere a fuoco basso con il coperchio per circa 10 minuti.

Step 6

Girare la frittata con un piatto e rimetterla nella padella.

Step 7

Cuocerla ancora per 5 minuti.

Step 8

Entrambi i lati dovranno avere una bella doratura.

Step 9

La frittata va servita ben cotta da entrambi i lati.

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