Dieta, guerra al cibo spazzatura: la Gran Bretagna vieta gli spot prima delle 21

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    Saranno vietate dalle 5,30 alle 21 nel Regno Unito le pubblicità in tv del cibo «spazzatura». Niente più immagini di cibi ricchi di sale, zucchero o grassi sul grande schermo. Il governo di Boris Johnson ha formalizzato oggi la presentazione di un progetto di legge, annunciato fin dal 2020. Il testo, che segna un’ennesima svolta anche culturale della parrocchia Tory dopo la sbornia libertaria del thatcherismo, dovrà essere discusso in Parlamento, dove il primo ministro può contare comunque su una maggioranza a prova di bomba, numeri della Camera dei Comuni alla mano. Sulla carta sarà uno dei provvedimenti di gran lunga più severi in materia a livello internazionale.

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    Stop pubblicità, problema bambini in sovrappeso in Inghilterra

    Le autorità britanniche sperano che le restrizioni riducano di oltre 20 mila unità il numero di bambini obesi nel Regno Unito. Dove gli ultimi dati rivelano che un bambino su tre che completa la scuola primaria è in sovrappeso. Motivo per cui Boris Johnson voleva inizialmente vietare tutte le possibilità che riguardavano il «cibo spazzatura»: salvo poi aver fatto marcia indietro.

    Quali pubblicità sono vietate

    Quando la riforma entrerà in vigore, nell’intervallo considerato non sarà possibile trasmettere annunci pubblicitari per alimenti come cioccolato, bibite, gelati, biscotti, succhi zuccherati, cereali per la colazione, patatine o pizze. La normativa non si applicherà su prodotti naturali come olio d’oliva o miele e non riguarderà le aziende con meno di 250 dipendenti.

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    Le eccezioni

    Sfuggiranno a divieti e restrizioni pubblicitarie i drink indicati a zero contenuto di zuccheri, gli alimenti tradizionali come marmellate, miele e confetture affini (compresa la Marmite, stucchevole crema spalmabile a base di lievito popolarissima Oltremanica) o ancora i bastoncini di pollo (nuggets) venduti in quantità industriale ai giovanissimi (e non solo) dalle grandi catene di fast food.

    Quanto si perderà in ricavi

    La scelta di Boris Johnson è coraggiosa. Si rinuncerà infatti a oltre 600 milioni di sterline che ogni anno vengono spese dai diversi marchi per tutta la pubblicità alimentare online e in TV. Per le emittenti televisive come ITV, Channel 4, Channel 5 e Sky si stima che ci saranno perdite di più di 200 milioni di sterline all’anno. Non solo: un impatto non irrilevante ci sarà pure nel mercato britannico per Google, Facebook e altri giganti del web.

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