Non solo sushi, la ricetta della tempura 

La moda del pesce crudo ha fatto da traino alla ricca e variegata cucina del Sol Levante

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    Tempura

    In principio erano stati i “cinesi” a portare una ventata di esotico a piccolo prezzo nella Capitale, quasi un’alternativa alla classica pizza con gli amici. I “giapponesi” si sono però consolidati nel gusto intercettando molti dei tic che caratterizzavano le mode negli stili di vita rispetto al cibo. Facile gioco negli anni del neo-salutismo, quello della bresaola con la rucola, guadagnare consenso con la semplicità zen di una cucina fresca, pulita, minimal, e per giunta bella da vedere.

    Alain Ducasse, stellatissimo padre nobile della cucina moderna francese, non per caso, con un pizzico di sciovinismo ha sintetizzato la perfezione in «materia prima italiana, tecnica francese, presentazione giapponese».

    Non meno facile, con l’irruzione prepotente del pesce crudo, trovare gioia nel raffinato labirinto sushi, sashimi, maki. Così, anche sull’onda del turismo giapponese a caccia di italian fashion sono nati – e si sono selezionati nella qualità – numerosi ristoranti di livello, facilitando anche la diffusione piatti un tempo sconosciuti, come il gustoso ramen, una zuppa tosta e densa di immediato impatto. 

    In questo scambio tra culture non poteva mancare un esempio di sintesi al Bistrot 64 al Flaminio per scoprire le felici contaminazioni di sapori immaginate da Kotaro Noda, uno chef di valore, che ha saputo mettere insieme il Giappone delle radici e la città d’adozione.

    Preparazione

    Step 1

    Il metodo giapponese di frittura colpisce il palato goloso per la sua croccantezza e leggerezza. Il primo segreto è tutto sullo choc termico da provocare fra gli alimenti (gamberi o verdure) avvolti in pastella e l’olio di semi bollente. Ecco perché vanno mescolate acqua frizzante (per immettere gas) ghiacciata e farine tenute in freddo.

    Step 2

    Le farine devono contenere poco o niente glutine (sono ok la 00 e quella di riso).

    Step 3

    Nell’impastare non bisogna esagerare (i giapponesi lo fanno con le bacchette). Nessun problema se si formano grumi. Facoltativa l’aggiunta di un tuorlo d’uovo. 

    Step 4

    Friggete con l’olio a 180 gradi e, per non far calare troppo la temperatura, immergete pochi pezzi per volta.

    Step 5

    Vino consigliato: Piemonte Chardonnay Doc – Castello di Gabiano -Marchesi Cattaneo Adorno Giustiniani

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