Whisky, la ricetta della mistura all’arachide

A Seregno in Lombardia è nata Strada Ferrata, mentre in Veneto il produttore di grappe Sandro Bottega affina scotch nelle botti di Amarone e Valpolicella

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Carlo Ottaviano
Carlo Ottaviano
“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare”, diceva Luigi Barzini Jr. Farlo scrivendo di cibo è ancora meglio, aggiungo io dopo 45 anni di lavoro (duro e serio) in tv, quotidiani, mensili e qualche libro pubblicato. Per il Messaggero scrivo anche di economia e attualità.

Il distillato

Come tradurre in italiano le parole scozzese whisky o irlandese whiskey non si sa. Come si produce lo scotch invece iniziamo a saperlo bene anche noi. Tanto da avere presto due distillati 100% Made in Italy: a Seregno, in Lombardia, è nata la distilleria artigianale Strada Ferrata (in cantiere prove con essenze mediterranee, anche capperi di Pantelleria). In Veneto il produttore di grappe Sandro Bottega sta affinando scotch nelle botti di Amarone della Valpolicella e di Brunello di Montalcino. E proprio in Veneto c’è già una etichetta – Wilson & Morgan – che prende premi in tutta Europa ed è esportata in Estremo Oriente e Australia.

«Facciamo delle edizioni particolari, da 100 a 300 bottiglie – racconta il brand ambassador Luca Chichizola – selezionando le botti per creare prodotti personalizzati, sartoriali, per i clienti». Imbottigliatori indipendenti sono a Milano Federico Mazzieri e Marco Maltagliati di Dream Whisky, un locale dove si può degustare in purezza, in pairing (come abbinamento) o in miscelazione. Nella miscelazione dei cocktail la parola d’ordine è semplicità.

Le sfumature del whisky

«Il whisky, complesso e ricco di sfumature – spiega Antonio Lugli, barmanager di Dream Whisky – ha già tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno in un cocktail, come dolcezza, acidità, speziatura o torbatura. Quindi, suggeriamo pochi ingredienti di qualità e focus sul ghiaccio, cristallino e lavorato a mano». «Il whisky – aggiunge Mattia Pastori, uno dei bartender più famosi d’Europa – è un ingrediente molto interessante per l’uso in mixology perché è uno spirit dotato di grande varietà. In base alla sua provenienza e al suo stile di produzione può regalare sfumature diverse all’interno del cocktail. Le note aromatiche legano bene con Vermut e Bitter, ma anche con succhi acidi come il limone o l’arancia per creare cocktail sour. Mentre i whisky dalle note più dolci come i Bourbon si sposano bene anche con frutta come la pesca o l’ananas».

Il record

A inizio dicembre Pandolfini a Firenze ha aggiudicato in asta a 107.800 euro una bottiglia di Macallan Red Collection invecchiata 60 anni, imbottigliata nel 2020. Prezzo record mai raggiunto in Italia per un whisky. Volendo assaggiare buoni prodotti, ma stando con i piedi per terra, ecco i consigli di Dario Allegretti, mixologist abruzzese trapiantato in Emilia (è al bancone dell’Executive Aria Cocktail di Fiorano Modenese, a un tiro di schioppo da Maranello e dal Museo Ferrari). A casa suggerisce di avere «un torbato per coprire la tipologia affumicato molto intenso e persistente. Un giapponese che fa tendenza e se ne trovano a prezzi abbordabili. Un single malt e un bourbon per la morbidezza tipica della quercia bianca».

Whisky, la ricetta della mistura all’arachide di Luca Cinalli, La Ménagère – Firenze

«È un cocktail creato proprio per gli amanti del whisky», afferma Luca Cinalli, oggi a La Ménagère di Firenze, dopo esperienze a Londra, Parigi e Taiwan. «Ha una morbidezza e un’intensità che soddisfano palati diversi. Tra light dolce & light sour con unapunta di note di arachide, è semplicemente un punch perfetto».

Preparazione

Step 1

Mescolare gli ingredienti tutti insieme.

Step 2

Lasciare riposare il prodotto per un minimo di 24 ore.

Step 3

Filtrare con carta (tipo filtrida caffè).

Step 4

Servire con un singolo blocco di ghiaccio e ricoprire con uno strato di burro di cacao e con una spolverata di polvere di arachidi.

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