Mixolobeach, da Cancun a Capri passando per Phuket: ogni spiaggia ha il suo cocktail

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    È tempo di ferie per 30milioni di italiani. Secondo i dati dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio in collaborazione con SWG, la meta d’elezione saranno le località di mare, scelte dal 27% dei vacanzieri. A rinfrescare le giornate in spiaggia arrivano i cocktail mixolobeach realizzati con spirits, sciroppi e altri ingredienti del territorio.

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    «Un viaggiatore – spiega Alessia Bigolin, drinksetter di Anthology by Mavolo – ama sempre scoprire le curiosità e le prelibatezze del luogo che visita questo discorso vale anche quando si parla di mixology. L’estate aumenta la voglia di stare insieme e di divertirsi in compagnia, per questo abbiamo elaborato un elenco di dieci cocktail per scoprire distillati esclusivi nel loro ambiente ideale».

    Da Cancun a Capri passando per Phuket

    Bigolin e il suo team, ha quindi individuato dieci mete turistiche e le ha abbinate ad altrettanti cocktail in grado di rappresentare al meglio il territorio. In ogni cocktail proposto c’è quindi un po’ della cultura dei luoghi ma anche del loro immaginario.

    Si parte dal Messico, patria della tequila. A Cancun, nella penisola dello Yucatan, immersi nei colori unici dei Caraibi si sorseggia il Bloody Maria, twist del famosissimo Bloody Mary, che sostituisce la vodka con la tequila. Sempre in Messico c’è Punta Cometa. È importante arrivare qui al tramonto quando il sole calante incendia l’Oceano Pacifico con gli stessi colori che si ritrovano nel cocktail Criollo.

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    Spostandosi un po’ più a sud si raggiuge Panama famosa per il Canale che, unendo l’Oceano Atlantico al Pacifico, ha cambiato la geografia mondiale. Il cocktail consigliato è il Berry Nutty Conundrum, a base di rum panamense Auténtico Nativo addolcito da sciroppo di pistacchio e di yuzu, che ricorda molto il seco, la bevanda alcolica nazionale ottenuta dalla canna da zucchero come il rum ma dal sapore molto più dolce grazie all’aggiunta di latte e ghiaccio.

    Immancabile una tappa caraibica e così si arriva nell’arcipelago di Guadalupa, una riserva naturale dominata dai suoi due vulcani. Per celebrare le rotte e i naviganti eroici che passarono da qui c’è il Navy Grog. Un cocktail con rum Damoiseau V.O. realizzato con la canna da zucchero coltivata sull’isola collinare di Grand-Terre famosa per le lunghe spiagge bianche; Alamea Pimiento, un liquore caraibico ottenuto da rum invecchiati in infusione con peperoncino piccante giamaicano che è alla base del drink Guadalupe Sunset; sciroppo di miele, succo di lime e angostura.

    Perla delle Piccole Antille, Barbados alterna alle spiagge sabbiose accarezzate da piccole onde della costa sud e occidentale a quelle della costa orientale più frastagliate e battute dalle onde ruggenti dell’Oceano Atlantico. L’interno dell’isola è ricco di piantagioni di canna da zucchero da cui si ricava il rum che, nel cocktail Hell’s Club, si sposa con il vermouth e con il bitter di mandorle tostate.

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    Spiaggia per antonomasia è quella di Copacabana che confina con l’altrettanto famosa Ipanema a Rio de Janeiro. Non è una vacanza brasiliana se non si sorseggia, almeno una volta al giorno, una Capirinha, il cocktail realizzato con la cachaça, l’acquavite carioca ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero, il lime e lo sciroppo di zucchero.

    Clima ben diverso in Thailandia, sull’isola di Phuket tra spiagge perfette, mercati notturni, templi buddisti e il panorama dal belvedere di Karon da ammirare sorseggiando un Thai Cocktail con peperoncino, miele, mango e Chalong Bay Kaffir Lime, un rum thailandese dall’aroma floreale e minerale con sentori di litchi, petali di rosa, fiori d’arancio e albicocca matura.

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    Per chi non vuole spingersi troppo lontano c’è l’Europa e una località poco conosciuta ma molto interessante per la sua storia e le sue architetture: Oleron. Isola metropolitana francese della costa atlantica situata di fronte a Rochefort è la più grande dopo la Corsica ed è conosciuta per l’ostricoltura.

    Il drink che la rappresenta al meglio è lo Yellow Negroni che sembra aver rubato il colore dei campi d’immortelle in piena fioritura. Questi fiori profumano il Gin Melifera, che è la base del cocktail tutto francese con Lilet Blanc, vermouth dalla miscela segreta di vino e infusioni di frutta che viene prodotto a Podensac dal 1872, e Suze, un amaro a base di genziane gialle prodotto dalla distilleria Rousseau a Maisons-Alfort.

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    Ancora più vicine le spiagge italiane come la mondana Capri o la più tranquilla Alghero. Seduti a un tavolino di un locale nell’iconica Piazzetta non si può prescindere da un tradizionale Martini specificando però che deve essere fatto con il gin Solaro ricavato dal ginepro rosso del Cilento e decorato con una scorza di limone di Sorrento.

    Cambiando isola, si arriva ad Alghero. Per godersi il tramonto del sole dietro l’imponente promontorio di Capo Caccia l’ideale è un Gin Tonic con il gin Soero crasi delle due parole, “Sole” e “Alghero”.

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